Funakoshi Gichin Sensei
La ricerca di ciò che è passato è capire il nuovo
Il vecchio, il nuovo è solo una questione di tempo.
In tutte le cose l'uomo deve avere una mente chiara.
La Via: chi camminerà con rettitudine ed onesta?
In seguito ad alcune disavventure di natura economica il Maestro Funakoshi è costretto a lavorare per mantenere sé e famiglia e quindi ad allenarsi costantemente e in segreto, durante la notte, approfondendo lo studio dei kata: l’allenamento è duro e incessante in modo da condurre al raggiungimento della perfezione attraverso la continua ripetizione delle stesse tecniche.
Con il ripristino della coscrizione obbligatoria nel 1877 i medici non tardano a rendersi conto che i praticanti del Te sono di costituzione più forte e robusta e in grado di sopportare meglio gli sforzi fisici e mentali. I giovani di Okinawa vengono arruolati nell’esercito giapponese.
Il Maestro Funakoshi, consapevole del mutamento sociale e culturale, chiede dunque l’autorizzazione per poter insegnare il Karate nelle scuole elementari, ma si accorge ben presto che i metodi pedagogici utilizzati sino a quel momento sono assolutamente inadatti ad un insegnamento di gruppo.
Il Maestro Itosu elabora dunque i Kata Pinan nel 1904 con lo scopo di diffondere lo studio del Karate a livello nazionale prima, mondiale poi.
Il Maestro Funakoshi si rende ben presto conto che per diffondere il Karate in tutto il Giappone e nel mondo è necessario elevarne il livello culturale e tecnico: a tal proposito indice conferenze e da luogo a dimostrazioni esemplificative nelle quali insiste sull’importanza del Karate come mezzo per il miglioramento psico-fisico. Verso la fine dello stesso anno viene contatto da un professore dell’Università di Keido che gli consiglia di portare il Karate in ambito universitario e di aprire un dojo all’interno dell’università. Nel 1936 – grazie anche ad alcuni finanziamenti – viene aperto il primo dojo a Zoshigawa che avrà il nome di Shotokan.
Durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, il Karate del Maestro viene riconosciuto come mezzo e metodo di allenamento per le unità militari. E` proprio in quel periodo che nel dojo Shotokan entra il Maestro Kase. Sul finire della guerra muore il figlio di Funakoshi: Yoshitaka, che si era occupato dell’insegnamento in ambito universitario collaborando con il padre. Il Maestro è disorientato e dopo la morte della moglie nel 1947 decide di ritornare a Tokio ricominciando tutto il suo lavoro dall’inizio.
E` in quel periodo molto duro che si mette in luce un giovane allievo dell’Università Takushoku: il giovane Maestro Nakayama che darà l’impulso alla successiva organizzazione dello Shotokan.
Nel 1950 viene eliminata l’interdizione alla pratica delle arti marziali su suolo Giapponese, stabilita dal governo americano: il Maestro Funakoshi viene invitato ad effettuare dimostrazioni nelle basi americani per illustrare i principi del Karate.
Il Maestro si spegne all’età di 89 anni, il 26 aprile 1957, dopo aver speso l’intera vita nell’insegnamento e nella diffusione del Karate Tradizionale.
Tra le sue opere più importanti ricordiamo lo Shoto Niju Kun, una serie di venti precetti che illustrano il Karate e guidano i suoi praticanti verso la corretta via da percorrere.
- Karate wa rei ni hajimari, rei ni owaru koto wo wasuruna.
Il karate comincia e finisce con il saluto - Karate ni sente nashi
Il Karate non è mezzo di offesa e danno - Karate wa gi no tasuke
Il karate è rettitudine, riconoscenza - Mazu jiko wo shire, shikoshite tao wo shire
Il Karate è capire se stessi e capire gli altri - Gijutsu yori shinjutsu
Nel Karate lo spirito viene prima dell'azione - Kokoru wa hanatan koto wo yosu
Il Karate è lealtà e spontaneità - Wazawai wa getai ni shozu
Il Karate insegna che le avversità colpiscono quando c'è rinuncia - Dojo nomino karate to omou na
Il karate non si vive solo nel Dojo - Karate no shugyo wa issho de aru
Il karate è regola per tutta la vita - Arai-yuru mono wo karate-ka seyo, soko ni myo-mi ari
Lo spirito del Karate deve animare tutte le azioni - Karate wa yu no got shi taezu natsudo wo ataezareba moto no mizu ni kaeru
Il Karate va tenuto vivo con il fuoco dell'anima - Katsu kangae wa motsu na makenu kangae wa hitsuyo
Il Karate non è vincere, ma l'idea di non perdere - Tekki ni yotte tenka seyo
Lo spirito deve essere diverso a seconda degli avversari - Tattakai wa kyo-jutsu no soju ikan ni ari
Concentrazione e rilassamento devono essere usati nel tempo giusto - Hito no te ashi wo ken to omoe
Mani e piedi come spade - Danshi mon wo izureba hyakuman no tekki ari
Pensare che tutto il mondo può esserti avversario - Kamae wa shoshinsha ni ato wa shizentai
Il karateka mantiene sempre la posizione di guardia (Kamae); la posizione naturale (Shizentai) è solo per i livelli altissimi - Kata wa tadashiku jissen wa betsu mono
Il kata è perfezione dello stile, l'applicazione è altro - Chikara no kyojaku, karada no shinshuku, waza no kankyu wo wasaruna
Come l'arco, il karateka deve essere contrazione, espansione, velocità ed analogamente armonia, rilassamento, concentrazione e lentezza - Tsune ni shinen kufu seyo
Lo spirito deve sempre tendere al livello più alto
Si ringrazia l'Associazione Culturale Kokoro International, per le immagini, la documentazione e il supporto fornito.
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